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FTT - TLT
|
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 |
|
|
|
|
|

MOMIANO
CITTANOVA
DAILA
VERTENEGLIO
|
|

CAPODISTRIA
|
|

TRIESTE
|
|

MUGGIA
|
|

GRISIGNANA
|
|

DUINO
|
|

PIRANO
|
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THE 16 MUNICIPALITIES of THE FREE
TERRITORY of TRIESTE
|
- DUINO
|
- MUGGIA
|
- TRIESTE
|
-
CAPODISTRIA
|
- ISOLA
|
- PIRANO
|
- UMAGO
|
-
GRISIGNANA
|
-
CITTANOVA
|
-
VERTENEGLIO
|
- BUIE
|
- SGONICO
/ ZGONIK
|
- MONRUPINO
/ REPENTABOR
|
- MARESEGO /
MAREZIGE
|
-MONTE DI
CAPODISTRIA / SMARIJE
|
- SAN
DORLIGO DELLA VALLE / DOLINA
|
- VILLA
DE'CANI / DEKANI
|
| |
| LA
SITUAZIONE ETNICA
Il Territorio Libero di Trieste
aveva un’estensione di 738 kmq di cui
222,5 costituivano la Zona A e 515,5 la
Zona B. La prima comprendeva la città di
Trieste, i comuni costieri italofoni di
Muggia e Duino e altri quattro piccoli
comuni carsici slavofoni (Aurisina, Sgònico,
Monrupino, San Dorligo della Valle), e
praticamente non è altro che un piccolo
arco intorno al porto di Trieste. La
seconda comprendeva i comuni
italofoni di Capodistria,
Isola, Pirano, Umago, Cittanova e
Buie, Verteneglio, Grisignana nonchè
quelli slavi di Villa Decani, Marèsego,
Monte di Capodistria.
La Zona B altro non era che l’orto di
Trieste, e la città a sua volta
rappresentava il mercato di vendita dei
prodotti ortofrutticoli e del pesce
provenienti da quei paesi. Molti erano in
tempi normali gli istriani che da Capodistria e da
Isola si recavano giornalmente a lavorare
a Trieste. Va aggiunto che qualche parte
dei comuni di Duino-Aurisina, Monrupino,
Trieste, San Dorligo, Villa Decani, Marèsego,
Grisignana, Cittanova è stata annessa
alla Jugoslavia col trattato di pace, il
quale aveva peraltro attribuito al T.L.T.
piccole porzioni disabitate di comuni
passati alla Jugoslavia: 32 ettari già di
Parenzo, 16 già di Visinada, 147 già di
Sesana.
La popolazione della Zona A era
costituita da 262.000 persone, di cui 240.000
nella sola Trieste, 12.000 a Muggia, 4.000
a San Dorligo.
Molto inferiore è invece la popolazione
della Zona B che, , sarebbe stata di
71.150 persone.
Il censimento secondo la
lingua d’uso svolto nel 1921, e quelli
compiuti ai tempi dell’impero
austro-ungarico secondo il principio
della lingua d’uso, diedero i seguenti
risultati per i territori costituenti il
Territorio Libero:
|
|
Italiani
|
Sloveni-Croati
|
Tedeschi e
Altri
|
Totale
|
|
Zona A
|
211.660
|
32.427
|
18.319
|
262.406
|
|
Zona B
|
54.651
|
16.287
|
212
|
71.150
|
|
Territorio
Libero
|
266.311
|
48.714
|
18.531
|
333.556
|
Dopo l'occupazione militare jugoslava
40.000 italiani ( tutta la popolazione
urbana e la maggior parte della rurale)
sono fuggiti dalla zona B.
I distretti di Capodistria e Buie
formano la zona B, con 520 kmq. e
70.000 abitanti, ( 51.000 italiani e
19.000 slavi ) dove continua
l'amministrazione militare degli jugoslavi
, che anzi, senza subire più alcuna
interferenza continueranno con più
decisione l'opresssione degli italiani,
che partiti in schiacciante maggioranza
diminuiscono ogni giorno e sempre meno
possono fare di fronte alle efferate forze
militari e di polizia jugoslave.
I centri della costa fino
al 1947 erano totalmente italiani ( al 97
%) , quelli dell'interno erano comunque
abitati in larga maggioranza da contadini
italiani.
A Pirano , che oggi viene
chiamata la perla della Slovenia, al
censimento del 1910 svolto dall'Austria
Ungheria si registrarono oltre a
8.000 italiani, 62 tedeschi e 2 (due)
croati e NESSUN sloveno.
Il controllo
internazionale dell'ONU ebbe efficacia
solo a Trieste, sottoposta al
controllo amministrativo e politico
alleato, ma scarso o nullo fu il suo peso
nella “zona B” sparita dietro la
cortina di ferro jugoslava. Gli italiani
della zona B vennero uccisi ( alcune
migliaia) o costretti a fuggire (40.000,
che si aggiunsero ai 300.000 italiani già
fuggiti dal resto dell'Istria divenuta
jugoslava fin dal 1945).
Ciononostante la
propaganda slava ha sempre continuato a
diffondere dappertutto dati palesemente
riconosciuti falsi dalla commissione
internazionale dell'ONU e tuttora in
Slovenia nelle scuole non si fa menzione
del fatto che un tempo la zona era abitata
da italiani e si insegna ai piccoli
allievi che essa è stata da sempre
esclusivamente terra degli sloveni.
Sin da subitoil
governo Jugoslavo non rispetta gli accordi
sottoscritti con il Trattato di Pace del
1947 che prevede, tra l'altro, anche l'uso
ufficiale della lingua italiana, la libertà
di pensiero
e di comunicazione, di transito delle
merci e la facilitazione per i passaggi di
frontiera: la sovranità politica
jugoslava cancella i diritti umani
fondamentali dei cittadini della zona B
tanto da indurre inglesi e americani ad
abbandonare il progetto del T.L.T.
D’altra parte, la rapida
conversione dell’economia locale verso i
canoni dell’economia collettivistica (una
legge che rendeva legittimo l’esproprio
dei fondi agricoli senza corrispettivo per
il proprietario era già immediatamente
stata varata nell’agosto 1945) fece ben
presto comprendere come la situazione per
Belgrado fosse tutt’altro che
transitoria, in attesa di una definizione
diplomatica, ma che si voleva rapidamente
porre le autorità internazionali di
fronte ad un fatto compiuto.
Ciò che comunque determinò
la fine delle illusioni fu la pesante
politica di nazionalizzazione forzata a
danno dell’elemento italiano, attraverso
persecuzioni, allontanamenti coatti,
eliminazioni, deportazioni, internamenti
in campi di concentramento. E che tali
strumenti non fossero soltanto la macabra
risposta alla politica di
nazionalizzazione del fascismo, ma
piuttosto il tentativo di cancellare dal
territorio una presenza italiana che nelle
città e in molte zone anche interne era
maggioritaria, fu chiaro fin dall’inizio
anche a quei partigiani che, in nome
dell’antifascismo, avevano in un primo
tempo appoggiato il comunismo titino.
Molti italiani di tutti i
ceti sociali, resistettero quasi un
decennio nella loro terra sperando nella
provvisorietà dell'amministrazione slava
e in un futuro ritorno all'Italia o
perlomeno nella reale costituzione
del governo del Territorio Libero.
L'opera di
jugoslavizzazione si concentrò sulle città
della costa e ironicamente oggi i
pochi paesi in cui ancora vive una
proporzione consistente di italiani sono
quelli delle campagne interne ( Momiano,
Verteneglio).
>>
Trieste Zona B 1945/46/47
|
| |

Il
Territorio Libero
di Trieste
Il
TLT confina a
nordovest con la
Repubblica
Italiana, a est
con la Repubblica
Popolare di
Jugoslavia, e ad
ovest con il mare
Adriatico.
Fiumi:
Timavo, Rosandra,
Risano, Quieto
Massima
elevazione: Monte
Castellaro 742
m.s.l.m.
Clima:
marittimo
mediterraneo sulla
costa, temperato
continentale
all'interno.
Limite
Nord: Dosso Giulio
45.5 N
Limite
Sud: Porto Quieto
45.2 N
Limite
Ovest: Punta
Salvore 13.0 E
Limite
Est: Grozzana di
Pese 13.2 E
Data
Costituzione
10.2.1947
Superficie:
741 Kmq.
Comuni:
Duino, Aurisina,
Monrupino, Sgonico,
Trieste, Muggia,
San Dorligo,
Capodistria,
Maresego, Monte di
Capodistria, Villa
Decani, Isola,
Pirano, Buie,
Cittanova, Umago,
Verteneglio,
Grisignana.
Popolazione:
330.000 ab.
----
278.000
Italiani, 35.000
sloveni, 13.000
croati, 4.000
tedeschi, altre
etnie.
Densità
: 444 ab/kmq.
Distribuzione
etnica
Fonte: Karty
etniceskoj
struktury Juliskoy
krajny 1946:
Italiani
84%
Slavi
15%
Altri
1%
278.000
Italiani, 35.000
sloveni, 13.000
croati, 4.000
tedeschi ed altre
etnie.
Si
parla italiano (un
dialetto di tipo
veneto) nella
capitale Trieste,
nei centri
lungo la costa dal
Timavo al Quieto,
e nei loro
dintorni (Duino,Grignano,Trieste,
Muggia,
Capodistria, Isola,
Pirano, Portorose,
Sta.Lucia, Salvore,
Umago, Daila,
Cittanova),
nei
maggiori
centri
dell'interno (Grisignano,
Momiano,
Castelvenere, Buie,
Verteneglio)
nonché nelle
campagne del
Muggesano,
Capodistriano,
Piranese e Isolano
e in quelle
del Buiese
ed Umaghese.
I
35.000 Sloveni
abitano l'
altipiano del
Carso da San
Giovanni di Duino
(Stivan) a nord, a
Monte di
Capodistria (Smarje)
a sud, nonché,
misti agli
italiani, le
campagne e alcuni
dei sobborghi
retrostanti
Trieste (Barcola,
San Giovanni e
Servola) nonchè
la zona sopra
Muggia (Crevatini,
Albaro Vescovà) e
intorno
Capodistria (S.Antonio,
Villa Decani).
Tutti
parlano
correntemente
anche l'italiano.
In
zona A ricadono
28.000 sloveni, in
zona B solo
7.000.
I
13.000 Croati
abitano, misti
agli italiani,
le campagne della
zona meridionale
del Territorio, e
costituiscono
la
maggioranza
nelle campagne
più distanti
dalla costa (intorno
a Toppolo in
Belvedere/Topolovec).
Tutti parlano
correntemente
anche l'italiano.
Risiedono tutti in
zona B.
I
4.000 abitanti
tedeschi e di
altre etnie sono
principalmente
concentrati a
Trieste( zona A).
Tutti parlano
correntemente
anche l'italiano.
Dei
18 singoli
municipi, 7
piccoli comuni
sono, nel 1947, a
maggioranza
slovena: in zona A
Nabrezina (Aurisina),
Zgonik (Sgonico),
Repentabor (Monrupino),
Dolina (
Sant'Ulderico)
e in zona B
Marezega (
Maresego), Dekani
(VIlla Decani) e
Smarje (Monte di
Capodistria)
Gli
altri 11
comuni , sono a
maggioranza
italiana: 3 in
zona A ( Duino,
Muggia, Trieste )
ed 8 in zona
B ( Capodistria,
Isola, Pirano,
Umago, Cittanova,
Buie, Verteneglio,
Grisignana ).
Nella
parte
settentrionale del
TLT, e in genere
in tutti i centri
urbani, tra
Italiani e slavi
la distinzione
nazionale è netta.
La coscienza
nazionale è
chiaramente
delineata, i
fattori
linguistici,
culturali e
sentimentali, di
regola, non si
prestano ad
equivoci.
Scendendo
nelle campagne a
mezzogiorno della
Dragogna, quando
si entra in quella
parte della
campagna istriana
che è divisa fra
Italiani e Croati,
le questioni
nazionali
cominciano a
perdere parte
della loro
nettezza : una
massa non
indifferente nelle
zone rurali, che
statisticamente
considereremo
croata, è
formata da
elementi incerti
bilingui,
parlanti un
dialetto ibrido
italo-slavo (schiavetto)
misto tra
veneto,
sloveno e croato.
A
questo proposito
bisogna tener
presente che le
lingue slave della
regione non hanno
una diffusione
extra-nazionale e
non offrono ancora
risorse culturali
tali da invogliare
gli elementi
italiani ad
apprenderle. Di
regola gli
Italiani ignorano
la lingua dei loro
vicini, mentre gli
Slavi della
regione sono
bilingui da secoli.
Composizione
etnica dei
principali centri
urbani ( esclusi
sobborghi e
circondari)
secondo l'I.R.
Censimento per
lingua d'uso.
Trieste:
91,2% It. - 4,7%
Ted. - 3,8% Sl.
Muggia
: 97,9% It. -1,9%
Sl. - 0,2% Ted.
Capodistria
: 89,7% It.
- 4,8% Ted. - 1,9%
Sl.
Isola
: 99,4 % It. -
0,6% Sl.
Salvore
80% It. 20% Cr.
Pirano
: 99,8 % It. -
0,2% Ted. -
Castelvenere:
65,3% It. 34,7 %
Cr.
Bandiera
: Corsaresca (Alabarda)
bianca in campo
rosso
Sigla
automobilistica
internazionale :
TLT
Ferrovie
AAFTLT
AZIENDA AUTONOMA
DELLE FERROVIE DEL
TLT ( il 19
settembre 1947 è
avvenuto il
passaggio gestione
da FS italiane
alla AAFTLT
)
LINEE: Italia-
Confine- Duino-Trieste
C.le.
Villa
Opicina-Aurisina-Barcola-Trieste
C.le.
Jugoslavia-Confine-Op.
Campagna-Guardiella-Trieste
St.Andrea.
Trieste
St.Andrea-Servola-Aquilinia.
Trieste
St.Andrea-Sant'Anna-St.Elia-Pirano-Santa
Lucia di
Portorose-Buie (in
esercizio fino
St.Elia).
POSTE:
nella zona A
l'Amministrazione
postale utilizza
francobolli
italiani
sovrastampati con
la dicitura AMG
FTT, nella zona B
l'Amministrazione
jugoslava utilizza
propri francobolli
trilingui.
IL
MONOPOLIO DI STATO
DEL TERRITORIO
LIBERO DI TRIESTE
si occupa della
distribuzione del
tabacco e
sigarette, a
prezzi del 18 %
inferiori a quelli
italiani.
La
pressione fiscale
è del 20 %
inferiore a quella
in Italia alla
stessa epoca.
RADIO
: vengono
trasmessi un
programma in
italiano (Radio
Trieste) e uno
sloveno
(Radio Trst A).
Per la zona B
trasmette un
programma in
italiano
Forze
militari.
Nelle
due zone, come
previsto dallo
Statuto, non vige
l'obbligo di
servizio militare.
(In zona B però
gli jugoslavi
hanno introdotto
il lavoro
obbligatorio
paramilitarizzato)
La
Polizia civile
VGPF conta 4337
effettivi militari
e 5301 impiegati
La
Guardia di Finanza
del TLT conta 1044
effettivi militari
e 1206 impiegati
La
Polizia
amministrativa
conta 315
effettivi
Sono
presenti nella
zona A 5000
militari USA e
5000 britannici.
Nella
zona B sono
presenti 5000
militari jugoslavi.
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