FTT FREE TERRITORY OF TRIESTE
 

FTT - TLT

>> Trieste 1945/46/47

>> Constitution of the FTT

>> Statute of the FTT

>> die Zeit der jugoslawischen Besetzung

>> Dati geografici e statistici del Tlt

MOMIANO

CITTANOVA

DAILA

VERTENEGLIO

 

CAPODISTRIA

 

TRIESTE

 



MUGGIA

 

 

GRISIGNANA

 

DUINO

 

PIRANO

 






THE 16 MUNICIPALITIES of THE FREE TERRITORY of TRIESTE

 

    - DUINO

    - MUGGIA

    - TRIESTE

    - CAPODISTRIA

    - ISOLA

    - PIRANO

    - UMAGO

    - GRISIGNANA

    - CITTANOVA

    - VERTENEGLIO

    - BUIE

   - SGONICO / ZGONIK

   - MONRUPINO / REPENTABOR

   - MARESEGO / MAREZIGE

   -MONTE DI CAPODISTRIA /  SMARIJE

  - SAN DORLIGO DELLA VALLE / DOLINA

   - VILLA DE'CANI / DEKANI

 
LA SITUAZIONE ETNICA


Il Territorio Libero di Trieste aveva un’estensione di 738 kmq di cui 222,5 costituivano la Zona A e 515,5 la Zona B. La prima comprendeva la città di Trieste, i comuni costieri italofoni di Muggia e Duino e altri quattro piccoli comuni carsici slavofoni (Aurisina, Sgònico, Monrupino, San Dorligo della Valle), e praticamente non è altro che un piccolo arco intorno al porto di Trieste. La seconda comprendeva i comuni  italofoni di Capodistria, Isola, Pirano, Umago, Cittanova  e Buie, Verteneglio, Grisignana nonchè quelli slavi di Villa Decani, Marèsego, Monte di Capodistria.


La Zona B altro non era che l’orto di Trieste, e la città a sua volta rappresentava il mercato di vendita dei prodotti ortofrutticoli e del pesce provenienti da quei paesi. Molti erano in tempi normali gli istriani che da Capodistria e da Isola si recavano giornalmente a lavorare a Trieste. Va aggiunto che qualche parte dei comuni di Duino-Aurisina, Monrupino, Trieste, San Dorligo, Villa Decani, Marèsego, Grisignana, Cittanova è stata annessa alla Jugoslavia col trattato di pace, il quale aveva peraltro attribuito al T.L.T. piccole porzioni disabitate di comuni passati alla Jugoslavia: 32 ettari già di Parenzo, 16 già di Visinada, 147 già di Sesana.

La  popolazione della Zona A era costituita da 262.000 persone, di cui 240.000 nella sola Trieste, 12.000 a Muggia, 4.000 a San Dorligo.
Molto inferiore è invece la popolazione della Zona B che, , sarebbe stata  di 71.150 persone.
 Il  censimento secondo la lingua d’uso svolto nel 1921, e quelli compiuti ai tempi dell’impero austro-ungarico  secondo il principio della lingua d’uso, diedero i seguenti risultati per i territori costituenti il Territorio Libero:

 

Italiani

Sloveni-Croati

Tedeschi e Altri

Totale

Zona A

211.660

32.427

18.319

262.406

Zona B

54.651

16.287

212

71.150

Territorio Libero

266.311

48.714

18.531

333.556


Dopo l'occupazione militare jugoslava 40.000 italiani ( tutta la popolazione urbana e la maggior parte della rurale) sono fuggiti dalla zona B.

I distretti  di Capodistria e Buie  formano la zona B, con  520 kmq. e 70.000 abitanti, ( 51.000 italiani e 19.000 slavi ) dove continua l'amministrazione militare degli jugoslavi , che anzi, senza subire più alcuna interferenza continueranno con più decisione l'opresssione degli italiani, che partiti in schiacciante maggioranza  diminuiscono ogni giorno e sempre meno possono fare di fronte alle efferate forze militari e di polizia jugoslave.

I centri della costa fino al 1947 erano totalmente italiani ( al 97 %) , quelli dell'interno erano comunque abitati in larga maggioranza da contadini italiani.

A Pirano , che oggi viene chiamata la perla della Slovenia, al censimento del 1910 svolto dall'Austria Ungheria si registrarono oltre a  8.000 italiani, 62 tedeschi e 2 (due) croati e NESSUN sloveno.

Il controllo internazionale dell'ONU ebbe efficacia solo a Trieste,  sottoposta al controllo amministrativo e politico alleato, ma scarso o nullo fu il suo peso nella “zona B” sparita dietro la cortina di ferro jugoslava. Gli italiani della zona B vennero uccisi ( alcune migliaia) o costretti a fuggire (40.000, che si aggiunsero ai 300.000 italiani già fuggiti dal resto dell'Istria divenuta jugoslava fin dal 1945).

Ciononostante la propaganda slava ha sempre continuato a diffondere dappertutto dati palesemente riconosciuti falsi dalla commissione internazionale dell'ONU e tuttora in Slovenia nelle scuole non si fa menzione del fatto che un tempo la zona era abitata da italiani e si insegna ai piccoli allievi che essa è stata da sempre esclusivamente terra degli sloveni.

 Sin da subitoil governo Jugoslavo non rispetta gli accordi sottoscritti con il Trattato di Pace del 1947 che prevede, tra l'altro, anche l'uso ufficiale della lingua italiana, la libertà di pensiero e di comunicazione, di transito delle merci e la facilitazione per i passaggi di frontiera: la sovranità politica jugoslava cancella i diritti umani fondamentali dei cittadini della zona B tanto da indurre inglesi e americani ad abbandonare il progetto del T.L.T.

 

D’altra parte, la rapida conversione dell’economia locale verso i canoni dell’economia collettivistica (una legge che rendeva legittimo l’esproprio dei fondi agricoli senza corrispettivo per il proprietario era già immediatamente stata varata nell’agosto 1945) fece ben presto comprendere come la situazione per Belgrado fosse tutt’altro che transitoria, in attesa di una definizione diplomatica, ma che si voleva rapidamente porre le autorità internazionali di fronte ad un fatto compiuto.

Ciò che comunque determinò la fine delle illusioni fu la pesante politica di nazionalizzazione forzata a danno dell’elemento italiano, attraverso persecuzioni, allontanamenti coatti, eliminazioni, deportazioni, internamenti in campi di concentramento. E che tali strumenti non fossero soltanto la macabra risposta alla politica di nazionalizzazione del fascismo, ma piuttosto il tentativo di cancellare dal territorio una presenza italiana che nelle città e in molte zone anche interne era maggioritaria, fu chiaro fin dall’inizio anche a quei partigiani che, in nome dell’antifascismo, avevano in un primo tempo appoggiato il comunismo titino.  

 

Molti italiani di tutti i ceti sociali, resistettero quasi un decennio nella loro terra sperando nella provvisorietà dell'amministrazione slava e in un futuro ritorno all'Italia o perlomeno  nella reale costituzione del governo del Territorio Libero.

L'opera di jugoslavizzazione si concentrò sulle città della costa  e ironicamente oggi i pochi paesi in cui ancora vive una proporzione consistente di italiani sono quelli delle campagne interne ( Momiano, Verteneglio).

>> Trieste Zona B  1945/46/47

 

 
  

Il Territorio Libero di Trieste 

 

 

Il TLT confina a nordovest con la Repubblica Italiana, a est con la Repubblica Popolare di Jugoslavia, e ad ovest con il mare Adriatico.
 
Fiumi: Timavo, Rosandra, Risano, Quieto
Massima elevazione: Monte Castellaro 742 m.s.l.m.
 
Clima: marittimo mediterraneo sulla costa, temperato continentale all'interno.
 
Limite Nord: Dosso Giulio 45.5 N
Limite Sud: Porto Quieto 45.2 N
Limite Ovest: Punta Salvore 13.0 E
Limite Est: Grozzana di Pese 13.2 E

 

 

 
Data Costituzione 10.2.1947
 
Superficie: 741 Kmq.
 
Comuni: Duino, Aurisina, Monrupino, Sgonico, Trieste, Muggia, San Dorligo, Capodistria, Maresego, Monte di Capodistria, Villa Decani, Isola, Pirano, Buie, Cittanova, Umago, Verteneglio, Grisignana.
 
Popolazione: 330.000 ab. ---- 
278.000 Italiani, 35.000 sloveni, 13.000 croati, 4.000 tedeschi, altre etnie.
 
Densità : 444 ab/kmq.
 
 
Distribuzione etnica

Fonte: Karty etniceskoj struktury Juliskoy krajny 1946:
Italiani 84% 
Slavi 15%
Altri 1%
278.000 Italiani, 35.000 sloveni, 13.000 croati, 4.000 tedeschi ed altre etnie.
Si parla italiano (un dialetto di tipo veneto) nella capitale Trieste, nei  centri lungo la costa dal Timavo al Quieto, e nei loro dintorni  (Duino,Grignano,Trieste, Muggia, Capodistria, Isola, Pirano, Portorose, Sta.Lucia, Salvore, Umago, Daila, Cittanova),  nei   maggiori  centri dell'interno (Grisignano, Momiano, Castelvenere, Buie, Verteneglio) nonché nelle campagne del Muggesano, Capodistriano, Piranese e Isolano e  in quelle del  Buiese ed Umaghese.
 
I 35.000 Sloveni abitano l' altipiano del Carso da San Giovanni di Duino (Stivan) a nord, a Monte di Capodistria (Smarje) a sud, nonché, misti agli italiani,  le campagne e alcuni dei sobborghi retrostanti Trieste (Barcola, San Giovanni e Servola) nonchè la zona sopra Muggia (Crevatini, Albaro Vescovà) e intorno Capodistria (S.Antonio, Villa Decani). 
Tutti parlano correntemente anche l'italiano. 
In zona A ricadono 28.000 sloveni, in zona B  solo 7.000.
I 13.000 Croati  abitano, misti agli italiani,  le campagne della zona meridionale del Territorio, e costituiscono la  maggioranza   nelle campagne più distanti dalla costa (intorno a Toppolo in Belvedere/Topolovec). Tutti parlano correntemente anche l'italiano. Risiedono tutti in zona B.
I 4.000 abitanti tedeschi e di altre etnie sono principalmente concentrati a Trieste( zona A). Tutti parlano correntemente anche l'italiano.
 
Dei 18 singoli municipi, 7 piccoli comuni sono, nel 1947, a maggioranza slovena: in zona A Nabrezina (Aurisina), Zgonik (Sgonico), Repentabor (Monrupino), Dolina ( Sant'Ulderico)  e in zona B Marezega ( Maresego), Dekani (VIlla Decani) e Smarje (Monte di Capodistria) 
Gli altri 11  comuni , sono a maggioranza italiana: 3 in zona A ( Duino, Muggia, Trieste ) ed  8 in zona B ( Capodistria, Isola, Pirano, Umago, Cittanova, Buie, Verteneglio, Grisignana ).
 
Nella parte settentrionale del TLT, e in genere in tutti i centri urbani, tra Italiani e slavi la distinzione nazionale è netta. La coscienza nazionale è chiaramente delineata, i fattori linguistici, culturali e sentimentali, di regola, non si prestano ad equivoci.
Scendendo nelle campagne a mezzogiorno della Dragogna, quando si entra in quella parte della campagna istriana che è divisa fra Italiani e Croati,  le questioni nazionali  cominciano a perdere parte della loro nettezza : una massa non indifferente nelle zone rurali, che statisticamente considereremo croata,  è formata da elementi incerti bilingui,  parlanti un dialetto ibrido italo-slavo (schiavetto) misto tra  veneto,  sloveno e croato.
A questo proposito bisogna tener presente che le lingue slave della regione non hanno una diffusione extra-nazionale e non offrono ancora risorse culturali tali da invogliare gli elementi italiani ad apprenderle. Di regola gli Italiani ignorano la lingua dei loro vicini, mentre gli Slavi della regione sono bilingui da secoli.
 
Composizione etnica dei principali centri urbani ( esclusi sobborghi e circondari) secondo l'I.R. Censimento per lingua d'uso.
 
Trieste: 91,2% It. - 4,7% Ted. - 3,8% Sl.
Muggia : 97,9% It. -1,9% Sl. - 0,2% Ted.
Capodistria :  89,7% It. - 4,8% Ted. - 1,9% Sl.
Isola  : 99,4 % It. - 0,6% Sl. 
Salvore 80% It. 20% Cr.
Pirano : 99,8 % It. - 0,2% Ted. - 
Castelvenere: 65,3% It. 34,7 % Cr.
 
 
 
 
 
Bandiera : Corsaresca (Alabarda) bianca in campo rosso
 
Sigla automobilistica internazionale : TLT
 
Ferrovie  AAFTLT    AZIENDA AUTONOMA DELLE FERROVIE DEL TLT ( il 19 settembre 1947 è avvenuto il passaggio gestione da FS italiane  alla  AAFTLT )
LINEE: Italia- Confine- Duino-Trieste C.le.
Villa Opicina-Aurisina-Barcola-Trieste C.le.
Jugoslavia-Confine-Op. Campagna-Guardiella-Trieste   St.Andrea. 
Trieste St.Andrea-Servola-Aquilinia.
Trieste St.Andrea-Sant'Anna-St.Elia-Pirano-Santa Lucia di Portorose-Buie (in esercizio fino St.Elia).
 
POSTE: nella zona A l'Amministrazione postale utilizza  francobolli italiani sovrastampati con la dicitura AMG FTT, nella zona B l'Amministrazione jugoslava utilizza propri francobolli trilingui.

 

 
IL MONOPOLIO DI STATO DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE si occupa della distribuzione del tabacco e sigarette, a prezzi del 18 % inferiori a quelli italiani.
La pressione fiscale è del 20 % inferiore a quella in Italia alla stessa epoca.
RADIO : vengono trasmessi un programma in italiano (Radio Trieste) e uno sloveno  (Radio Trst A). Per la zona B trasmette un programma in italiano 
Forze militari.
Nelle due zone, come previsto dallo Statuto, non vige l'obbligo di servizio militare. (In zona B però gli jugoslavi hanno introdotto il lavoro obbligatorio paramilitarizzato)
La Polizia civile VGPF conta 4337 effettivi militari e 5301 impiegati
La Guardia di Finanza del TLT conta 1044 effettivi militari e 1206 impiegati
La Polizia amministrativa conta 315 effettivi
Sono presenti nella zona A  5000 militari USA e 5000 britannici.
Nella zona B sono presenti 5000 militari jugoslavi.
 
ELEZIONI
1948